IL DIABOLICO GIOCO DELLE OUIJA: AVRESTE IL CORAGGIO DI PROVARLO? FONTE: FUOCO DI PROMETEO. STATECI LONTANO ASSOLUTAMENTE

Il diabolico gioco delle Ouija. Avreste il coraggio di provarlo?

I mondi dell’esoterismo e dello spiritismo sono alquanto mistici e misteriosi, si potrebbe credere o meno a ciò che essi rappresentano, ma senz’altro non li si possono ignorare, soprattutto quando accadono fatti di cronaca sconvolgenti legati appunto a questi mondi. Quanto male pensate che possa fare una semplice tavoletta di legno con inciso un alfabeto sopra? …se pensate che sia innocua, allora forse non conoscete il diabolico gioco delle Ouija.

La Ouija è più di una semplice tavoletta: è un vero e proprio rito attraverso il quale si dice che ci si possa mettere in contatto con entità paranormali. Essa viene usata da tutti gli occultisti per poter comunicare con i defunti, i fantasmi e addirittura con i demoni. Questa tavoletta è stata inventata da Elijah J. Bond la quale dichiarò che il significato della parola Ouija è “sfortuna”. Non vi diremo come iniziare il rito dato che non si tratta di un semplice gioco e soprattutto perché farlo potrebbe avere delle conseguenze terribili.

Un noto occultista, Manly P. Hall, fondatore della Philosophical Research Society e considerato uno delle principali figure legate all’occulto del 20° secolo, in un’intervista ha dichiarato:

Negli ultimi anni ho avuto notevoli esperienze personali con persone che hanno complicato la loro vita attraverso giochi con la tavola Ouija. Su cento casi, almeno 95 raccontano di brutte esperienze. So di famiglie spezzate, estraniate, e anche di suicidi che possono essere ricondotti direttamente a questa fonte.

Ora vi parleremo dei 3 casi più famosi che hanno a che fare con la Ouija, noti soprattutto per la loro crudeltà e per il loro orrore, tali episodi hanno sconvolto e scosso anche i più scettici.

Il caso di Jennyfer Lynn Springman

Jennifer Lynn Sprigman è una ragazza di 14 anni che abita a Downers Grove, Illinois, Stati Uniti. Jennifer è sempre stata una ragazza facilmente impressionabile e affascinata da storie di fantasmi, come la maggior parte delle sue coetanee. Così per curiosità, nel dicembre del 1972 insieme ad una compagna di classe, inizia una sessione di Ouija a casa sua. Inizialmente alla tavola fanno le classiche domande del tipo: “Chi sarà il mio futuro fidanzato?”, “Mi sposerò?”. Ma l’amica di Jennifer decide di alzare la posta in gioco e chiede: “A che età morirà Jennifer?”, una domanda da non fare mai a una tavoletta Ouija, infatti le due amiche vedono il puntatore muoversi prima sull’1 poi sull’8. Le due ridono della risposta e siccome la curiosità e l’adrenalina erano troppo forti, Jennifer senza esitazione chiede ancora: “come?”. Un brivido percorre la schiena di Jennifer quando vede comparire la scritta “Assassinio”. Le due alla risposta smettono subito di giocare e concludono così la seduta. Negli anni avvenire la faccenda fu dimenticata e rimase solo come una semplice bravata e un piccolo spavento, niente di più. Ma l’orrore fece la sua comparsa nel 1976, due settimane prima del 18esimo compleanno di Jennifer, quando venne brutalmente strangolata da uno sconosciuto mentre tornava a casa. Il caso non è mai stato risolto.

Il caso di West Richland

La 41enne Ellen Schalchlin e sua figlia Elizabeth di soli 13 anni vennero brutalmente accoltellati in casa pochi giorni prima di Natale. Un doppio omicidio che sconvolse la piccola cittadina di West Richland. Gli uomini dello sceriffo arrestarono il figlio della vittima, il 15 enne Don Schalchlin, complice del crimine insieme ad suo amico di 16 anni Joshua Tucker, accusati entrambi dell’accoltellamento. Tucker disse che erano a casa dei Schalchlin quel giorno e insieme a Don avevano iniziato una sessione di Ouija, ma qualcosa andò storto perché fra le tante domande fatte alla tavoletta, Don scherzando, chiese: “Joshua diventerà un serial killer?” e la tavoletta rispose “SI”. Qualche minuto più tardi, Joshua iniziò a dire cose strane e sembrava parlare da solo, durante le indagini lo stesso Joshua disse che stava parlando con Satana. L’orrore iniziò quando Tucker usci dalla camera e si indirizzò verso la cucina, prese un coltello lungo e affilato e aggredì alla gola la vittima di 13 anni, Elizabeth che in quel momento stava parlando al telefono con una sua amica in camera. Poi i due ragazzi trascinarono il corpo della ragazza dietro una parete provvisoria e cercarono di pulire il sangue. Successivamente quando la madre entrò in camera cercando la figlia, venne anche lei accoltellata da Joshua per circa 90 volte sulla parte superiore del corpo. Don preso dal panico chiamò il 911 ma, venendo minacciato da Joshua, mise giù il telefono. I due poi vennero trovati dagli uomini dello sceriffo in macchina coperti di sangue. Ellen, quando venne trovata dai poliziotti, respirava ancora ma morì durante il tragitto in ospedale. Per la figlia, invece, si ipotizza che morì pochi minuti dopo l’accoltellamento. La tavoletta Ouija venne trovata in casa ed è testimone degli orrori consumati quel giorno.

Ma il caso che segue è senza dubbio quello più sconvolgente e misterioso di tutti.

Il caso di Estefania Gutierrez Lazaro.

Questa vicenda è la più atroce di cui si abbia documentazione, non tanto per la sua crudeltà, ma per l’entità malefica con la quale la giovane ragazza, insieme alla sua famiglia, si trovò ad affrontare. Tutto inizia nel 1990, siamo a Vallecas, Spagna. Estefania Gutierrez è una studentessa di 18 anni che ha perso da poco il suo fidanzato in un incidente motociclistico. Estefania non è mai riuscita a superare del tutto tale perdita, così un giorno insieme a una sua amica a scuola, in un aula vuota, decide di comunicare con il suo defunto ragazzo attraverso la tavola Ouija. Le due, però, vengono scoperte dall’insegnante la quale interrompe in maniera brusca la seduta, cosa da non fare mai, infine le caccia entrambe fuori dall’aula e rompe la tavoletta. Da quel momento iniziano a verificarsi una serie interminabile di eventi alquanto inquietanti e bizzarri. Estefania, infatti, inizia ad avere delle convulsioni e stati alterati di coscienza durante i quali riteneva di vedere un gruppo di persone alte, filiformi, fameliche, con dita lunghe, muoversi nelle tenebre della sua stanza e sentiva addirittura le loro voci che la chiamavano per nome dicendo: ”Vieni da noi”. I familiari, inoltre, confermavano di udire distintamente dei rumori alquanto sospetti, come struscii di piedi nel bel mezzo della notte o strani suoni a qualsiasi ora del giorno. Inoltre anche loro confessano che l’aria in casa si era ormai fatta molto pesante e avevano la sensazione di essere osservati dalle fessure delle porte e sembrava quasi di vedere qualcuno muoversi nell’oscurità. Durante i 6 mesi successivi, Estefania visita diversi centri di salute ma nessun medico riesce a fare una diagnosi precisa della malattia che la affligge. Purtroppo questa giovane ragazza, ormai logorata fisicamente e mentalmente, entra in uno stato di coma e viene ricoverata nell’ospedale Gregorio Maranon il 14 Agosto del 1991 dove poco dopo vi muore in circostanze molto strane.

Sembrerà assurdo ma la parte più spaventosa di questa storia inizia proprio dalla morte della ragazza in quanto, nella casa di Estefania, la famiglia Gutierrez inizia a subire sulla propria pelle un vero e proprio incubo da film dell’orrore. L’intera casa sembra posseduta, iniziano ad aprirsi e chiudersi le porte, i crocifissi vengono staccati dalle pareti con violenza, si sentono voci nella notte, le presenze e le ombre si fanno sempre più invadenti e minacciose; a volte i familiari di Estefania si svegliano con i muri graffiati e i mobili spostati, ma non di qualche centimetro, bensì di metri e con delle ombre che sembrano strisciare sotto le porte per entrare nelle stanze.

Una notte in particolare tali fenomeni sono talmente violenti che i Gutierrez decidono di chiamare la Polizia, alle 2:30 circa di notte tutta la famiglia era fuori di casa, nel mezzo della strada, ad aspettare la polizia. Quando i poliziotti entrano in casa vengono travolti da una serie di eventi paranormali tutti ben documentati nei minimi dettagli nel rapporto fatto in caserma. La temperatura all’interno della casa era bassissima, l’ambiente gelava il sangue, gli uomini della polizia vedono crocifissi ruotare, quadri muoversi, segni evidenti di graffi sui muri; ma soprattutto una presenza oscura in corridoio molto alta. I poliziotti non riescono a restare neanche un minuto dentro la casa, escono terrorizzati da tale visione. Il tutto viene interamente documentato dalla polizia. Infine, l’evento che fece veramente rabbrividire la famiglia di Estefania fu ciò che viderò una mattina: una delle foto di Estefania che si trovava in sala era stata scaraventata a terra e la parte interna era stata bruciata.

Come avete potuto leggere, la Ouija non è un semplice gioco e vi consigliamo di starle il più lontano possibile dato che le conseguenze di un suo utilizzo potrebbero essere drammatiche. Un ultima curiosità è che i diritti di produzione di questa tavola sono stati acquisiti dalla Hasbro, il noto colosso che produce giocattoli per bambini. Pazzesco vero?

Di seguito potete leggere la traduzione del referto originale della polizia:

In casa c’era un’atmosfera molto strana, quasi misteriosa. Quando eravamo seduti in compagnia di tutta la famiglia abbiamo potuto sentire e osservare la porta di un armadio che si aprì in maniera brusca e alquanto innaturale, solo dopo verificammo che tale porta era stata perfettamente chiusa. Questo evento scatenò una serie di seri sospetti nell’ispettore capo e nei 3 poliziotti presenti.

…non abbiamo neanche avuto il tempo di sorprenderci e di commentare l’accaduto che si produsse un forte rumore in terrazza dove comprovammo immediatamente che non c’era nessuno, il che aumentò i sospetti. L’accaduto stava prendendo una piega inaspettata.

…in un secondo momento, potemmo verificare e osservare che su un tavolino, dove vi posava il telefono, e in particolare sulla tovaglia appoggiata sopra, comparve una macchia di colore marrone. Ad un’analisi successiva in laboratorio verificammo che tale macchia era stata identificata composta da bava animale.

Nel percorso che facemmo tra le varie stanze della casa osservammo un crocifisso di legno che, in preda a un fenomeno sconosciuto, stava girando su se stesso e la figura di Cristo si stava lentamente staccando dalla croce.

…dopo alcuni commenti delle sorelle della vittima, esse presero il Cristo, che ormai si era staccato ed era finito sul pavimento, e lo attaccarono dietro la porta della stanza vicino a un poster. Anche in questo caso si verificò un fenomeno alquanto strano: 3 graffi comparvero improvvisamente dal nulla sul poster.

In conclusione; i quattro poliziotti certificarono che in quel luogo, in quella umile casa di Vallecas, si verificarono un certo numero di fenomeni inspiegabili.